Negli ultimi due decenni, Stu Larsen non si è mai fermato a lungo in un unico posto.

Menestrello itinerante, i suoi viaggi lo hanno portato in giro per il mondo, scegliendo di dedicare l’intero 2024 alla creazione intercontinentale del suo quarto album, ‘Solitude, in arrivo il 19 giugno con Nettwerk Music Group. L’artista ha così deciso di visitare un luogo diverso al mese, per dodici mesi, scrivendo una canzone e girando il video di accompagnamento in ogni rispettivo posto. Questa esperienza lo ha portato in Nuova Zelanda, Australia, Indonesia, Scozia, Regno Unito, Austria, Germania, Italia, Canada, Stati Uniti e Argentina. Pur riflettendo lo spirito e l’anima di ogni luogo, la sua musica riflette autenticamente chi è come artista, narratore, uomo.

“Questa folle idea mi frullava in testa da un po’, ma ho iniziato a comprenderla davvero nel 2023”, racconta. “Vivo una vita molto nomade, non ho una casa da quasi da vent’anni. Così ho cercato di trovare un modo creativo per trascorre un anno e realizzare un disco. Ero completamente solo, componendo 12 canzoni in 12 luoghi durante 12 mesi. Invece di viaggiare senza lavorare, come avrei fatto di solito durante i miei viaggi, ho usato deliberatamente questi luoghi per creare Solitude”.

La musica di Stu ha sempre incanalato l’energia del suo viaggio, trasformandola in canzoni. Dopo l’EP ‘The Black Tree’ del 2009, ha pubblicato una serie di lavori sulla lunga distanza ben accolti dai fan, ‘Vagabond’, ‘Resolute’ e ‘Marigold’, quest’ultimo definito da American Songwriter “uno dei migliori, più onesti e spontanei album sulla fine di una relazione che probabilmente sentirete, paragonabile solo ai lavori più struggenti di Jackson Browne”.

Lungo il percorso, Stu Larsen ha collezionato un impressionante numero di streaming, grazie a brani come ‘Thirteen Sad Farewells’, ‘San Francisco’, ‘By The River – Acoustic’ ed altri ancora. Tra vecchi successi e nuove sonorità, ‘Solitude’ apre la strada a un nuovo capitolo.

“Per me, Solitude significa costringermi a disconnettermi completamente. Come tutti, sono attaccato al mio laptop e al mio telefono. Se ho accesso, passo troppo tempo online. Senza accesso, faccio altre cose. Ci sono stati tanti momenti in Solitude in cui sedevo, pensavo, strimpellavo la chitarra e cantavo, Abbiamo tutti vite frenetiche e connesse, non ci concediamo abbastanza tempo per disconnetterci. Per me, è una cosa importante di cui ho bisogno e che desidero davvero fare”.

If I Get It Right’ una chitarra elettrica eterea si sprigiona e ribolle sopra un ritmo di batteria costante e potente, punteggiato da un’armonica soul. Questo brano, riflessivo, è stato scritto durante il suo “mese preferito” trascorso in Toscana. “Era il nono mese, quindi avevo trovato il ritmo giusto per il progetto. If I Get It Right è quasi una canzone blues-rock allegra” sottolinea Stu.

Misty Morning’ apre l’album con raffiche di accordi leggermente strimpellati ed con un ritmo che invita a muovere la testa, con un ritornello arioso. La canzone è stata registrata a gennaio in Nuova Zelanda, in un piccolo cottage con una sola camera da letto, circondato dalle montagne.

Il suono delicato e vibrante della chitarra acustica fa da sfondo a ‘Xanadu, brano nato in Tasmania, Australia, che si presenta come un naturale seguito di ‘Misty Morning’. Il pianoforte si alza e si abbassa in ‘Shelter’, brano scritto in un piccolo bunker nel Queensland.

Con una durata di poco inferiore ai sette minuti, ‘I’ll Be Your Hallelujah’, brano dominato dal pianoforte, si espande nell’abbraccio di un coro, raggiungendo vette celestiali. Il culmine dell’album, ‘Eden’, racchiude la pace che Stu ha trovato grazie alla sua sete di avventura. L’armonica risuona, mentre il pianoforte e la chitarra acustica completano la sua delicata intonazione. Composta nella sua destinazione finale, la Patagonia argentina, la canzone ha coronato il suo viaggio creativo. “La Patagonia si trova nel mezzo del deserto. E’ stata un’esperienza davvero magica. Avevo una piccola baita circondata da cavalli selvaggi, un fiume nelle vicinanze, un vulcano innevato. ‘Eden’ parla dell’essere contento della vita che ho vissuto. Se domani mi venisse tolto tutto, non mi avrei rancori o risentimenti. Non so cosa mi riserverà il futuro dopo questo progetto, ma se questa fosse l’ultima canzone dell’ultimo album che pubblicherò, sarei comunque contento” spiega Stu Larsen.

Disconnettendosi, Stu si connette a quel tipo di connessione che tutti cerchiamo. “Spero che gli ascoltatori siano incoraggiati a spegnere i loro telefoni, a godersi questo spazio, a osservare. Non è facile. Se riusciamo a superare l’imbarazzo, qualcosa di veramente bello può accadere dentro ognuno di noi. Ora non vedo l’ora di mettermi i viaggio, connettermi con le persone e condividere tutto questo con il pubblico”.

Cantautore australiano con una spiccata propensione per i viaggi e un talento innato nell’unire con gusto narrazione e melodia, Stu Larsen emerge nel 2014 con ‘Vagabond’, un album dall’accattivante folk-pop esplorativo ed inclusivo, una vera e propria dichiarazione d’amore al potere della musica e dei viaggi. Cresciuto in una piccola comunità rurale del Queensland, Larsen decide, nel 2010, di non voler solo vedere il mondo, ma di viverlo nel modo più autentico. Si unisce così all’amico e collega musicista Mike Rosenberg, ovvero Passenger, abbracciando lo stile di vita nomade che avrebbe ispirato le canzoni del suo disco di debutto, pubblicato da Nettwerk. ‘Vagabond’, prodotto da Rosenberg, lanciò Larsen in un’interminabile tournée che lo portò ad esibirsi in Nord America, Asia, Europa, Australia e Nuova Zelanda.

Dopo il tour, Larsen continuò a viaggiare, plasmando quelli che sarebbero poi diventati i brani del suo secondo album in un luoghi remoti come un cottage in Scozia, un appartamento in Spagna, un bunker militare in Australia, per poi trasferirsi nello studio di Rosenberg a Brighton per registrare alcuni demo. Nel 2016 pubblica ‘By The River’, seguito l’anno successivo dall’album ‘Resolute’, un lavoro itinerante creato a partire da memo vocali e assemblato in diverse località.

Un periodo di grandi cambiamenti personali ha ispirato il terzo album, ‘Marigold’, pubblicato nel 2020, in cui il cantautore affronta la fine di una relazione. Un nuovo capitolo inizia nel 2022 con ‘Part Time Lover’: scritto in una stanza d’albergo a Berlino, il disco è stato poi finito e registrato con alcuni amici italiani presso il Fonoprint Studios di Bologna.

In arrivo il 19 giugno, ‘Solitude’ non parla di fuggire dalla vita, ma di rallentare abbastanza da riuscire ad accorgersene.