Vent’anni e non sentirli. Il MI AMI Festival celebra la ventesima edizione tornando all’Idroscalo di Milano dal 21 al 24 maggio 2026 con un programma identitario e forte, che non vuole essere una autocompiaciuta celebrazione, bensì un modo di immaginarsi presente e futuro della musica.
Nato nel 2005 come progetto indipendente, rimasto poi indipendente ma cresciuto fino a diventare uno degli appuntamenti più importanti della scena italiana, il MI AMI si conferma un luogo di incontro tra artisti, pubblico e comunità. Un festival che non è solo un cartellone, ma un vero e proprio dispositivo culturale. In questi vent’anni il MI AMI ha scelto di restare uno spazio aperto: una finestra sull’Italia con uno sguardo sul mondo.
Organizzato dall’agenzia creativa Better Days, il festival costruisce anche nel 2026 una line up stratificata che attraversa generi e generazioni: quattro giorni, cinque palchi e oltre ottanta show. Il più grande festival multi-palco della città, il primo appuntamento dell’estate, ormai punto di riferimento per l’industria musicale del nostro Paese.
“Ai venti di guerra rispondiamo con i nostri venti, la ventesima edizione del Festival”, afferma Carlo Pastore, direttore artistico del MI AMI. “È più di un semplice messaggio, di uno slogan. È la dimostrazione sul campo, rilanciata dal 2005 ad oggi attraversando cambiamenti tecnologici e sociali vertiginosi, che l’immaginazione sia un motore energetico e potentissimo che può cambiare il mondo. Noi ci abbiamo provato con il lavoro e la dedizione, ma soprattutto gettando ogni volta il cuore oltre l’ostacolo”.
“Questa è la ventesima edizione di MI AMI. Questa è un’edizione che va compresa e festeggiata come si deve. 20 volte che ci diciamo MI AMI, lasciando aperto il gioco dei rimandi e delle interpretazioni. Non si può prescindere dagli anniversari e dalle relative celebrazioni. I riti sono fondamentali. L’uomo è un animale speciale che ha imparato a creare i propri rituali per scandire il tempo che passa, per tramandare quello che di generazione in generazione ha imparato, per sentirsi parte di qualcosa più grande di sé, senza venirne sopraffatto e annichilito. Senza paura, appunto. perché la paura inchioda, perché la paura non è generatrice, perché la paura non cura, perché la paura non regala nessun sogno, perché la paura va affrontata e guardata negli occhi e i rituali servono a questo, ad affrontare l’ignoto con gesti ripetuti e formule magiche, le stesse tramandate dai nostri avi che hanno affrontato la paura prima di noi, e l’hanno vinta. Esattamente così. Finisce maggio, arriva il weekend più bello dell’anno, a Milano da 20 anni c’è il MI AMI: questo è un festival, questo è il nostro rituale contro la paura. È questo il fiore, per dirla come ha detto qualcuno di davvero coraggioso prima di noi. Come sempre se non ci stai capendo niente è giusto così. Per capirlo devi viverlo sulla tua pelle, come un Festival, un vero festival, come dire che MI AMI. Se no è come raccontare cosa vuol dire spicy a chi non vuole assaggiare un peperoncino. Non si può. Devi provarlo, devi attraversare il portale d’ingresso, devi provare con noi la Vertigine di stare nel punto esatto in cui il Passato si trova in equilibrio perfetto con il Futuro. La 20ma edizione del MI AMI non è niente di meno di questo. La Musica è questo, la Giovinezza è questo, la Cultura è questo, l’Amore è questo, la Forza è questo. Se no, non è Niente. La 20ma edizione di MI AMI. Sarà meravigliosa? Sì. Ne usciremo trasformati? Sì. Hai paura? No. Perché se MI AMI, io non ho paura” commenta Stefano Bottura, direttore del MI AMI Festival.
Pastore prosegue sulla line up: “Abbiamo selezionato oltre ottanta artiste e artisti senza guardare i loro numeri. Manderemo una cartolina dall’Italia al mondo, grazie alla meravigliosa mediterraneità di artisti come Nu Genea, che con la loro live band presenteranno il nuovo elegantissimo People of the moon, ma anche La Niña e Marco Castello, oppure Tutti Fenomeni e faccianuvola. Ospiteremo la miglior nuova generazione, con giovanissimi come Lamante, EMMA, Visino Bianco, Primogenito, Flamen, iako, Birthh, Francamente, Santamarea, irossa, FreshMula, Eva Bloo, Sissi e TÄRA. Daremo spazio a parole non allineate e non conformi. La varietà non è solo quantità. E soprattutto non ci fermiamo al nostro Paese”.
Non solo artisti provenienti dall’Italia, ma anche da più parti del globo. Dal magnifico cantautore brasiliano Zé Ibarra, già vincitore di Grammy, a Lua De Santana, collaboratrice di Nathy Peluso, e la dj messicana Coco Maria, senza dimenticare i francesi Dov’è Liana e Myd, o le argentine Pacifica o gli irlandesi Basht.. “L’idea è mettere sotto un unico tetto – il cielo – forze parallele ma convergenti, senza nessun tesserino d’accesso discografico, di genere o classifica”, spiega ancora il direttore artistico. “Questa musica, oggi sempre più esposta al funzionalismo che le richiede il mercato, è capace di unire le comunità, di dare loro strumenti per combattere le schifezze che vengono normalizzate quotidianamente. Al centro del MI AMI ci sono le persone che fanno e che ascoltano musica, la magia che inspiegabilmente dona un senso a tutto questo e che ci fa dire: “IO NON HO PAURA”.
Il MI AMI 2026 parte dal Day 0, punto d’incontro tra generazioni di artisti e artiste che hanno reso grande il festival, e che continuano a segnarne la storia. Tornano i Ministri, dopo un leggendario live nel 2024, Maria Antonietta & Colombre, di nuovo insieme sul palco del MI AMI con il loro nuovo progetto e i Brucherò nei pascoli, la più significativa formazione dell’underground milanese. Accanto a loro, una nuova generazione che si muove tra indie rock e sperimentazione, come gli indie-rocker Les Votives e gli shoegazer Satantango. Apre la giornata il rapper Pepeta, accompagnato dalla sua live band The Dream Team, l’elegante art pop dei Santamarea e l’arab pop sensuale di TÄRA, che proprio dopo il suo primo MI AMI l’anno scorso ha avuto modo di collaborare con i Subsonica.
Il Day 1 entra nel vivo. Tra i protagonisti della giornata, La Niña, artista magnetica che con il suo ultimo disco, Furèsta, ha lasciato il segno nella scena contemporanea, e che proprio dal MI AMI parte con il suo nuovo tour; Tutti Fenomeni, tra le voci più originali e controcorrente della scena, che torna sul palco del MI AMI per portare il suo ultimo disco, Lunedì, prodotto da Giorgio Poi; l’unica data estiva di uno dei progetti rap più interessanti in circolazione, Silent Bob & Sick Budd, in formazione live band; il rap intimista di Mecna, al festival con un nuovo show audio-video del tutto inedito, e quello più cantautorale di Dutch Nazari, con il suo Guarda le luci amore mio. Accanto a loro, il ritorno di faccianuvola, cantautore rivelazione del 2025, l’attesissimo ritorno dei francesi Dov’è Liana, la presenza internazionale delle argentine Pacifica e degli irlandesi Basht., così come della messicana Coco Maria e della brasiliana Lua De Santana, il quintetto swing dei busker milanesi I Patagarri, il cantautorato intimo di Altea e Sissi, il massimalismo vocale di Scar e quello elettronico di EMMA, che torna dopo la performance indimenticabile dell’edizione 2025, il rap di Visino Bianco, SKT, FreshMula e 6occia e l’esagitata elettronica indie di Umarell. Ci sono poi iako e Rareș, due tra le voci più belle del panorama indie pop underground, il pop punk di Volpi. Assieme al Club Mondo Soundsystem poi l’elettronica magnetica di Tresca y Tigre e l’irriverente dance di Aldolà Chivalà. Da non sottovalutare poi la provocatrice Hachiko, la caramellosa Flamen, il Tauro-cantautore Maximilian, l’elettronica formazione de Lamakkina, il debutto live di R£d, il rap intimista di Gallas e quello più street di Kay Carter.
Il sabato del MI AMI si accende con il ritmo funk dei Nu Genea in formazione live band, i festeggiamenti per il decennale de La fine dei vent’anni di Motta, che suonerà al festival il suo disco generazionale, il cantautore siciliano tra jazz, funk e pop Marco Castello con il suo ultimo bellissimo Quaglia sovversiva, e i debutti live di Fausto Lama, già noto per il suo percorso nei Coma Cose, e Il Nemico, progetto musicale nato dall’omonima rivista culturale. In programma per il day 3 anche un pool di artiste pronte a lasciare il segno: Birthh, con il suo primo disco in italiano Senza fiato, la raffinatezza di Angelica Bove, l’eleganza a tinte vintage di MILLE, l’urgenza emotiva di Lamante con il suo nuovo progetto Ritorneremo a guardare il cielo, Francamente, a metà tra approccio intimismo e visione collettiva della musica, e l’incredibile voce di Sara Gioielli. In più, ecco anche il delicato pop elettronico di gommarosa, l’energia punk rock di Motel Cecil e il cantautorato pungente di Rosita Brucoli. Nella giornata di sabato anche tre live ad alta intensità: il ritorno dei Gazebo Penguins, punto di riferimento dell’emo-core italiano, l’energia della super band Si! Boom! Voilà! e per la prima volta al MI AMI il live di Labadessa, con un set che intreccia musica e immaginario visivo. Ad arricchire il programma due act internazionali con il debutto italiano del musicista, produttore, cantante e dj francese Myd, e il cantautore, multi-strumentista e compositore brasiliano Zé Ibarra, esponente di spicco del genere MPB, più in aggiunta la presenza dei Dimension Bonus dalla Francia, ospiti dei Cavalli Mongoli per un set di pura follia. Chiudono il programma della giornata l’art rock delle irossa, il cantautorato fiabesco di Primogenito, il ritorno degli alfieri DIY Altro, il rap punk disperato di Joaquim Merdavic, il sound viscerale di Sandri e quello sospeso di Marco Fracasia.
A chiudere il cerchio di questa ventesima edizione, il Day 4 trasforma le rive dell’Idroscalo in un dancefloor per una matinée che ha il sapore di una festa condivisa. Protagonista Cosmo, tra gli artisti più visionari della scena elettronica e pop italiana, con il suo nuovo progetto La Fonte: un’esperienza condivisa pensata per salutare insieme questo ventennale.
MI AMI Festival è prodotto da Better Days. Grazie a: ING, WeRoad, idealista. Con il contributo di SIAE. Main media partner: Rockit. Radio Ufficiale: Radio Zeta. Media partner: Cosmopolitan. Exclusive ticket: DICE. Con la collaborazione di: Parco Idroscalo – Città metropolitana di Milano.





