Il 23 e 24 maggio sulla Pista 500 della Pinacoteca Agnelli torna URBAPHONIA, l’evento di musica e sound art curato da Recall, che mette al centro il suono come strumento di relazione tra contesto urbano, architettura e comunità.
Nato nel 2025, nel 2026 il progetto si sviluppa in una forma ancora più strutturata: due giornate anziché una e una lineup più ampia, con la città che non è mai solo sfondo, ma elemento attivo della programmazione.
URBAPHONIA è un progetto capace di intrecciare linguaggi, tra live performance, dj-set, architetture sonore, screen & talk: una programmazione che mette in relazione artisti internazionali e realtà locali sulla Pista 500, uno dei luoghi più iconici della città di Torino, pensato per essere abitato e ascoltato. Questa visione della musica come pratica condivisa si riflette anche nella scelta di mantenere l’ingresso gratuito.
Ad anticipare il festival, sabato 11 aprile Urbaphonia si attiva da Combo Torino con un evento di lancio, estendendo il progetto in un altro punto della città, nel quartiere di Porta Palazzo, uno degli snodi urbani più stratificati e multiculturali di Torino, e mantenendo una forte coerenza curatoriale.
La serata, dalle 19:00 a mezzanotte, si apre con “Microcosmi del suono”, un talk a cura di Matteo Zanotto, dedicato al rapporto tra suono e città, che esplora il suono come strumento di lettura dello spazio urbano e delle sue dinamiche culturali. Prosegue con una programmazione musicale che mette al centro la cultura soundsystem e le sue traiettorie contemporanee, sviluppata per l’occasione sul Dreadlion Firestarter Soundsystem. In console Low End Activist, artista Berlin-based tra i nomi più rilevanti della nuova scena UK legata al continuum bass, qui al suo debutto in Italia, insieme a Piezo, producer e dj attivo tra Milano e Bristol, che attraversa dubstep, techno e sperimentazione con un approccio imprevedibile e fuori asse. Completa la line-up Xaxer, dj ecuadoriana con base a Torino.
Nei due giorni di Urbaphonia 2026, la Pista 500 si trasforma in un ambiente di ascolto e attraversamento costruito come un’esperienza integrata, articolata su due stage – uno dei quali sempre con il soundsystem di Dreadlion – insieme al portale sonoro sviluppato da Neuf Voix, collettivo attivo nella progettazione di ambienti sonori immersivi, pensato per dialogare con lo spazio e accompagnare il pubblico lungo tutto il percorso. A questi si affiancano aree dedicate alla permanenza e alla condivisione, tra chill area, social table a cura di NM3 e POT, e aree food & beverage. Completa il dispositivo del festival anche una zona screen & talk a cura di Lucia Rebolino e Riccardo Petrini, che presentano una nuova opera pensata per attivare un dialogo tra suono, immagine e partecipazione del pubblico.
La programmazione musicale mette in relazione artisti italiani e internazionali che attraversano territori sonori contigui – tra elettronica, alternative pop, dub, ambient e derive più sperimentali – senza gerarchie di stile, ma con un filo comune nella ricerca. Tra i nomi in lineup, il compositore e sassofonista britannico Ben Vince porta un approccio che intreccia improvvisazione, elettronica e manipolazione del suono, muovendosi tra jazz contemporaneo e sperimentazione, presentando il suo nuovo album, “Street Druid”, appena rilasciato da AD93. Festeggia i 25 anni di carriera, e torna ad esibirsi dopo un periodo di pausa, per la prima volta a Torino, la producer Cooly G, nome di culto della scena Hyperdub, tra le figure più influenti dell’evoluzione del suono UK bass. Più performativo e immaginifico è il lavoro dei Canzonieri, al loro debutto torinese, nuovo progetto degli artisti Emiliano Maggi e Cosimo Damiano, che combinano strumenti acustici, elettronica e costruzione visiva in una dimensione sospesa tra ritualità e narrazione ancestrale.
Accanto a questi, il festival accoglie anche progetti che ne ampliano il perimetro, come il contributo della label Gang of Ducks – con Heith, XIII ed Eter Dex. In programma anche artisti come Eddie Dark, proveniente dalla scena underground greca, e helen island, fresco di release con “Worst Feeling Ever”, la cui ricerca tra hypnagogic pop ed elettronica fantasmatica rappresenta una sintesi dell’approccio curatoriale di Urbaphonia. Completano la programmazione Maara, al suo debutto torinese, che si muove tra trip-hop ed elettronica con un approccio stratificato e atmosferico, insieme a Michele Di Martino, PALINDROME, Sam Sala, Sandra Mason, WOC e Sintetica.
Nel pomeriggio di domenica, lo stage dedicato al soundsystem ospita una serie di takeover a cura di realtà torinesi come Sintetica, RBL e Italia90, rafforzando il legame con il territorio e la scena locale. Tra i partner del progetto anche Radio Alhara e Wonder Cabinet, radio e spazio culturale palestinese, che contribuiscono a estendere il dialogo del festival oltre il contesto locale.
Per il secondo anno consecutivo URBAPHONIA si conferma spazio fisico e mentale in cui il suono diventa strumento per leggere il territorio, le comunità e il tempo presente. Un progetto che mette in relazione scene locali e voci globali, sostenendo pratiche indipendenti e linguaggi che nascono dall’interno.
In una società che tende alla polarizzazione, URBAPHONIA costruisce uno spazio opposto: un universo temporaneo, ma risonante in cui mondi diversi si incontrano e si trasformano. La collisione, intesa come atto creativo e non distruttivo, è il cuore del progetto: microcosmi che si avvicinano, culture che si sfiorano, comunità che si riconoscono.





