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Esce il videoclip di “Perdida serenidad“, una delle tracce del recente album “Notturno” di Antonio Cocomazzi, un excursus attraverso le più rappresentative composizioni del musicista pugliese rilette attraverso la voce dello strumento che più gli è proprio, il pianoforte.
Ed è il pianoforte a campeggiare in questo nuovo video, anzi i pianoforti sono due, uno bianco ed uno nero: a raccontare il dissidio che può attraversare un’anima e di come la musica possa essere una potente via di ristoro.
Il brano fa parte della raccolta “Mare solo”, uscita nel 2000 per trio pianoforte, contrabbasso e batteria. Ha avuto successivamente una rilettura per quartetto tromba, pianoforte, contrabbasso e batteria in “Antonio Cocomazzi Project”. Oggi Cocomazzi torna, anche nella sceneggiatura del videoclip, alle radici del suo comporre: fatto di note su uno spartito e dell’avventurarsi delle mani sulla tastiera. La regia del video è di Simona Cocomazzi con il supporto di Ermanno Corrado che ha curato riprese e montaggio.
In scena l’inquietudine del compositore che seduto al piano suona nervosamente, scrive, pensa e ripensa e accartoccia fogli con fare agitato. Si alza e si risiede più volte fino a trovare la via maestra dell’ispirazione attraverso un tema con richiami “ispanici” che viene riproposto più volte, seguito da momenti virtuosistici e a cambiamenti di tempo continui che caratterizzano tutto il brano. Un tormento positivo perché poi, questo il messaggio, proprio attraverso la musica si aprono le porte per la risoluzione del proprio stato d’animo.
Le riprese sono un omaggio alla bellezza della Puglia e dei suoi panorami: mentre il pianoforte in plexiglass e le scene in giardino sono state catturate a Gallipoli, negli spazi del Grand Hotel Costa Brada; il salone rococò che ospita il pianoforte nero trova la sua ambientazione ai Giardini Francesi di Castrignano dei Greci.

Antonio  Cocomazzi si è diplomato in Pianoforte e in Composizione presso i Conservatori di Foggia e Pescara. Eseguendo proprie composizioni, è vincitore con il 1° Premio assoluto e con il 1° Premio di 13 concorsi nazionali e internazionali, ottenendo altresì 6 secondi premi ed altri riconoscimenti. Come compositore e pianista, ha inciso 9 CD a suo nome e maestri di fama mondiale hanno scritto parole di elogio nei suoi confronti: Ennio Morricone, firmando le note di copertina al cd “Antonio Cocomazzi Project”, realizzato con il trombettista Mike Applebaum, così si esprime: “(…) eccellente lavoro, (…) originale nella forma e nella sostanza musicale”. Giorgio Gaslini, riguardo al cd “Suite for friends”, inciso con musicisti del calibro di Mario Marzi, Paolo Pollastri, Mike Applebaum e Flavio Colusso, così scrive di lui: “la sua musica e il suo pianismo sono di eccellente livello. Giovanni Sollima, a proposito dell’ultimo cd Restart” (Musitalia, 2018), inciso in Duo con Mario Marzi ai sax, così si esprime: “(…) un lavoro assai compatto (…) assai bella l’esecuzione (…) un racconto che viene voglia di riascoltare”. Con lo stesso Marzi incide anche “Nonostante tutto”, con composizioni dedicate al sassofono in varie formazioni cameristiche. Da segnalare “Pensieri”, con musiche per pianoforte solo e per pianoforte e quartetto/quintetto d’archi, molte delle quali utilizzate in docufilm e documentari della Rai e “True colors”, inciso in Duo con il polistrumentista e compositore Pericle Odierna. Infine nel 2021 esce “Notturno”, un’antologia di 17 sue composizioni reinterpretate al pianoforte.
Fra le sue numerose composizioni eseguite in Italia e all’estero, sono da segnalare la Messa da Requiem per soli, coro e orchestra scritta in memoria di Padre Pio; la Kinderoper Piccoletto ovvero la storia del piccolo spazzacamino per 7 voci soliste e orchestra; l’Opera lirica Ramleela eseguita nel dicembre 2014 a New Delhi, in un progetto di fusione tra opera lirica e musiche, danze e teatro indiano. Numerose sue composizioni per varie formazioni cameristiche sono state pubblicate da RAI Com, Musicaimmagine, EurArte e Gioiosa Editrice.
Si esibisce in vari suoi progetti, dal piano solo a formazioni dal Duo in poi, promuovendo quello che è il suo poliedrico mondo sonoro, naturale fusione di sonorità classiche, jazzistiche ed etniche che, partendo da influenze accademiche che, partendo da influenze accademiche, evolve in un personale linguaggio aperto anche all’improvvisazione e alla contaminazione. Nella veste di compositore, pianista e/o arrangiatore ha scritto musiche per il Teatro, Musical e produzioni musicali e discografiche che spaziano dal genere classico al pop.
Già docente di Teoria dell’Armonia e Analisi presso i Conservatori di Potenza, Palermo e Bari, attualmente insegna presso il Conservatorio di Musica “U. Giordano” di Foggia.

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