Torna sulle scena Arssalendo, produttore e cantautore romano che negli ultimi anni ha conquistato la scena alternative italiana con l’album “Tutti ammassati senza affetto”, emergendo come uno dei talenti più interessanti della nuova generazione di artistə – così ne hanno parlato, tra i tanti, Rumore, Rolling Stone e ICON. Dopo un 2024 di ricerca, personale e artistica, e di sperimentazione, abbiamo ritrovato Arssalendo lo scorso novembre quando ha rotto il silenzio col suo singolo “1Respiro”, primo passo di questo nuovo percorso artistico che ci ha portati fino ad oggi, al suo nuovo album “Puoi chiamare se hai paura”, in uscita il 21 marzo e distribuito da Artist First.
È il primo disco di canzoni di Arssalendo. Si tratta di un lavoro che, per quanto intimo, è soprattutto corale, che mette al centro del discorso l’importanza degli affetti e dei legami umani intorno all’artista. Il periodo lontano dalle scene è stato fondamentale per lui per riprendere i fili di quelle relazioni più sincere e quotidiane, lontane dalla frenesia del mondo discografico. E questo album è nato anche dalle riflessioni, dai discorsi e dalle chiacchierate con queste persone, rendendo il lavoro personale e collettivo allo stesso tempo.
Per questo motivo il tema centrale di “Puoi chiamare se hai paura” è il concetto di famiglia, non quella di sangue, ma quella scelta, quella che possiamo chiamare casa e in cui ci sentiamo al sicuro. La famiglia di Arssalendo è composta da legami affettivi sinceri e profondi, nati o riscoperti nei due anni in cui è stato lontano dalla musica e che gli sono stati vicini in un momento di smarrimento. Come accennato prima, ci sono molte voci in questo album, che aiutano a dare vita a immagini quotidiane e riflessioni in cui tuttə possiamo ritrovarci, ma il filo rosso che le unisce è l’amore, qui inteso non in termini di relazione romantica, piuttosto come affetto, o amicizia, o ancora il sentimento che si prova per la propria città. Seppure a un primo ascolto i nuovi brani di Arssalendo hanno la forma di ballad, ascoltandole più da vicino si scopre che nascondono sottotesti e infiniti strati di quello che può essere l’amore.

L’album si apre con “1Respiro”, primo singolo estratto e che fin da subito ha voluto segnare un taglio col passato, trattandosi di un brano decisamente più acustico e cantautorale rispetto al repertorio di Arssalendo, in cui una chitarra cruda registrata con l’iPhone fa da protagonista. È composta insieme a Riccardo Montanari, tra le persone che nell’ultimo anno hanno accompagnato l’artista in questo suo percorso. Segue “Corpo Mondo”, la traccia dalle atmosfere shoegaze e cupe che riflettono lo stato d’animo dell’autore, che nel brano si interroga e rivive gli anni passati tra tour, lavoro e la frenesia del mondo musicale. Da qui la presa di coscienza dell’importanza delle piccole cose che ci fanno stare bene e del bisogno di punti fissi in un mondo che corre.
Si arriva alla focus track “Piccolo”, che, come suggerisce il titolo, descrive il sentirsi minuscoli come un punto, ma senza paura di chiedere aiuto. A contrasto, il brano è sorretto da sonorità elettroniche che spingono verso il reggaeton, arrangiamento nato spontaneamente e assecondando dall’artista, che in questa traccia si lascia andare al suo istinto più clubbing. Una sorta di liberazione creativa che aiuta mente e corpo a seguire il ritmo senza troppi pensieri. A metà dell’album troviamo “Braccio unghie e polmone”, brano che riecheggia i vecchi lavori di Arssalendo, ma dall’attitudine più pop. Nata da una chiacchierata con una cara amica, pensando ai momenti di lontananza dalle persone a cui teniamo e alle difficoltà comunicative che questa comporta, nel testo l’artista parla di spazio e di come spesso è solo il nostro ego a colmarlo. La sfida è fare un passo indietro e trovare se stessi al di fuori della relazione, anche a costo di sentirsi soli.
Una ballad piano e voce nella versione di Arssalendo quella di “E la luce si posa sopra un tavolo blu”. Ispirato a Bon Iver, il brano parla di un esatto momento piccolissimo vissuto dall’artista, un fugace pensiero balenato nell’intimità della sua casa che ha dilatato il tempo, ripercorrendo tutta la sua vita, di quando ha ignorato lo scorrere degli eventi e lasciato andare le persone pensando di poterlo fare dopo. E quel dopo non è mai arrivato, se non per un millesimo di secondo a ricordargli le occasioni perse. “Diventa grande poi passa” conquista per il suo sound new tecktonik che ci riporta alla mente la nostra adolescenza passata sulle macchine a scontro – qua reinterpretata con un arrangiamento elegante. Ma solo in superficie, perché il brano parla proprio del diventare adulti, del vedere le prime rughe sulla faccia e accorgersi di essere cambiati. L’entusiasmo gioviale lascia il posto al distacco nelle relazioni sfuggenti, al
fidarsi meno delle persone ed essere più selettivi nello scegliere chi volere intorno a noi – pensieri affrontati da Arssalendo con immagini suggestive.
Sole sulla pelle”, secondo singolo estratto, è una dichiarazione di intenti sulle necessità dell’artista. Emerge con più forza il tema della famiglia “scelta”, cerchia ristretta e intima di persone che vogliamo strette a noi. La dimensione elettronica prende ampio respiro, tra un sound Lento Violento “dagostiniano” e incursioni electro-shoegaze. Chiude “Paura, paura”, che, quasi per assurdo, è stata la primissima canzone a essere stata scritta in vista dell’album. È la traccia che dà il nome all’album ed è la prima in cui Arssalendo ospita un featuring: un coro.
Non un coro qualunque, ma voci di alcune delle persone che più hanno contato nella vita dell’artista nell’ultimo anno. Così, mentre le distorsioni si fanno sempre più fastidiose in un climax di layering, sul finale restano due voci che ripetono “paura, paura” come a darsi coraggio a vicenda.

Ritrovandosi nella decostruzione come forma di crescita, il producer e cantautore romano Alessandro
Catalano
rinasce Arssalendo. Nel 2020 pubblica “LITANIA”, primo album dell’artista. Il progetto è
descritto come una danza solitaria ballata a occhi chiusi nella propria camera da letto, poco prima che
sorga l’alba. L’11 novembre 2021 pubblica il singolo “Sottopelle” e viene selezionato da i-D Italy e
Versace Jeans Couture come rappresentante italiano per il progetto i-N SESSION. Per l’occasione,
Arssalendo ha dato vita a una performance intima e suggestiva, pubblicata dalla maison italiana sul
proprio canale Youtube.
Apre il 2022 annunciando l’uscita di “Tutti ammassati senza affetto”: ventitré minuti di violenza,
perennemente in tensione tra pop e deconstructed club, che alternano momenti acustici a mura di suono,
lasciando l’ascoltatore senza respiro, come un pugno allo stomaco senza preavviso. Il disco viene
pubblicato il 18 marzo dello stesso anno. A maggio 2022 parte il suo primo tour: tra le numerose date
spiccano quelle al Poplar Festival di Trento, al Culture Club presso l’Arci Bellezza Milano,
l’esibizione al Linecheck 2022 e la performance speciale al Mi Ami Festival 2023. In parallelo, porta
avanti il suo lavoro da producer, firmando collaborazioni con alcuni dei nomi più interessanti della nuova
scena musicale italiana. Tra queste troviamo i lavori per Bluem e per Yasmina, ma anche i featuring
con Capibara per il brano “Livido” e con i Thru Collected nella traccia “Non Dormo”. Il 4 agosto
2022 esce lo short movie per “Quattro Pareti” diretto dalla regista Giada Bossi – in cui l’artista compare
nel ruolo di co-protagonista. Il corto affronta il tema dell’elaborazione del lutto in un’età in cui non si hanno ancora gli strumenti e l’esperienza per affrontare la perdita.
Chiude il 2022 pubblicando “Quaderno”, che anticipa il suo nuovo EP “Ma tu ci tieni a me?”, uscito il 25 gennaio 2023. La release è composta da quattro istantanee sfocate che raccontano l’anno
passato dagli occhi dell’artista, parlando di acido lattico, viaggi in treno, attacchi di panico in hotel e
dialoghi superflui – in bilico tra voyeurismo e presa di coscienza. L’EP è stato presentato dal vivo con
diversi spettacoli in giro per l’Italia, tra cui due date speciali al Romaeuropa Festival 2023 e l’evento Dr
Martens Fest presentato dal MI AMI, dove Arssalendo ha realizzato una suggestiva performance in
collaborazione con la light designer Bianca Peruzzi.
Il 2024 è un anno di ricerca e sperimentazione sonora, fino alla rottura del silenzio con il singolo
“1Respiro”, pubblicato lo scorso 13 novembre, e l’annuncio di “Chiamare casa sempre lo stesso
posto”, un cortometraggio scritto e diretto da Giada Bossi e sonorizzato dal producer. Nel 2025 esce
“Sole sulla pelle”, seguito da “Diventa grande poi passa”, ultimi due estratti dal nuovo album
“Puoi chiamare se hai paura”, fuori venerdì 21 marzo.