L’inquietudine della ricerca, il naturale tormento che inesorabilmente coglie l’uomo che cerca, l’innamorato lontano dall’amata, l’artista che crea. Di questo parla “ATLANTE“, il nuovo brano dei FABULARASA che segna il ritorno discografico, dopo 13 anni, dalla formazione barese e che anticipa l’uscita dell’omonimo album prevista per il 9 gennaio prossimo.

Il brano è la traccia che apre l’album ed è il manifesto dell’intero lavoro: racconta l’impazienza della partenza, l’ansia del mare aperto e nello stesso tempo la tensione a proseguire il viaggio.

Un viaggio nuovo, come quello che inizia con questo disco per i Fabularasa, che a breve presenteranno il nuovo progetto nella sua interezza. Un album in cui, alla propensione per la “musica suonata”, la commistione di stili e di influenze, la perizia esecutiva, la cura nei testi e la vocazione internazionale del quartetto, si aggiungono inedite scelte sonore grazie a prestigiose collaborazioni come appunto quella con Màrio Laginha, grande firma del jazz europeo noto per la sua lunghissima collaborazione con la cantante Maria João, considerato in patria il punto di congiunzione tra Chopin e Keith Jarrett, che partecipa a sette delle undici tracce dell’album.

I Fabularasa nascono a Bari nel febbraio del 2004 dall’incontro tra un cantautore, Luca Basso, un chitarrista classico con frequentazioni nel pop e nel rock, Vito Ottolino, un bassista jazz-fusion, Leopoldo Sebastiani e un batterista jazz con esperienze nella world music, Giuseppe Berlen.

Come dice Wikipedia, la musica dei Fabularasa “è difficilmente etichettabile” poiché contiene influenze sonore molto diverse; in un’intervista Gabriele Mirabassi l’ha definita “un caleidoscopio senza paura”.

I tratti caratteristici del gruppo sono stati chiari sin dalle prime esibizioni: una grande capacità performativa, grande perizia nell’esecuzione musicale, ampio spazio all’improvvisazione jazzistica, grande cura nei testi, una spiccata verve scenica e un dialogo costante con il pubblico. Il sound, di chiara matrice jazz e fusion, è arricchito da inserti ispirati alla musica etnica, in particolare mediterranea.

Un marchio di fabbrica, uno stile che si è affinato nel tempo nelle centinaia di esibizioni live che hanno visto il gruppo esibirsi in festival jazz e word music e in importanti rassegne di Canzone d’autore, tenere concerti in alcune delle principali città italiane e all’estero, calcando palchi prestigiosi.

Il loro impegno civile li ha inoltre portati a esibirsi in manifestazioni come “Voci per la libertà” a Rovigo, “Festa finale della Carovana Antimafia di Libera” a Corleone (PA), “Musicisti per Gaza” a Fasano (BR), “Premio maggio” e in diverse edizioni della festa dei popoli a Bari.

Altro capitolo particolarmente importante nella musica dei Fabularasa riguarda le numerose, prestigiose collaborazioni con grandi musicisti del panorama jazz e world internazionale.

Se “Atlante” vede la partecipazione, in sette degli undici brani della tracklist, del pianista portoghese Mario Laginha – per la prima volta impegnato in una produzione italiana – della cantautrice e scrittrice Patrizia Laquidara e del sassofonista Roberto Ottaviano, già nelle produzioni discografiche precedenti comparivano firme di assoluto prestigio.

Nel disco d’esordio “En plein air” infatti il quartetto aveva collaborato con il flautista Nicola Stilo, con il cantante e percussionista algerino Abbes Boufaria, con l’indimenticato armonicista Bruno De Filippi in una delle sue ultime incisioni, e con il grande fiatista americano Paul McCandless, fondatore degli Oregon, vincitore di tre Grammy e sideman di autentiche leggende del jazz mondiale. Con McCandless è nato un vero e proprio sodalizio, proseguito anche in numerose esibizioni live e nel secondo album, il fortunato “D’amore e di marea”, in cui compaiono anche il clarinettista Gabriele Mirabassi e la cantautrice Giua.

Lunga anche la lista dei premi e delle segnalazioni: oltre al Musicultura vinto nel 2005, i Fabularasa si sono aggiudicati tra gli altri anche il premio “Scrivendo canzoni” nel 2004 e la targa per la Miglior Musica al “Premio Bindi” 2011.

La discografia, oltre ai tre album “En plein air”, “D’amore e di marea” e “Atlante” comprende anche diverse compilation.

Nel 2011 sono stati ospiti della 36ª edizione del Club Tenco.

Nel 2012 l’album “D’amore e di marea” ha raggiunto il secondo posto nella categoria Miglior Disco nella classifica delle Targhe Tenco, a soli due voti dal primo posto e davanti a nomi prestigiosi della canzone d’autore italiana.