In arrivo il 9 gennaio, ‘Bloodline’ segna il debutto sulla lunga distanza di Mon Rovîa, artista afro-appalachi che conquista con il suo mix di folk contemporaneo, atmosfere evocative e radici africane. L’album – un progetto epocale che intreccia memoria, identità, dolore e resilienza – segna il culmine di anni trascorsi alla ricerca di un significato e a ricucire i frammenti di un passato segnato da spostamenti e rinascite.
“Quando il nome ‘Bloodline’ mi è venuto in mente per la prima volta nel 2022, l’ho riconosciuto come il titolo del mio disco di debutto. Quello di cui non mi rendevo conto allora era quanto tempo ci sarebbe voluto per far crescere la storia dietro quel nome, il dolore, il silenzio ed il lento smantellamento di un sé che resisteva al proprio divenire. Anche ora, mi muovo nella vita con cautela, come se la visibilità potesse annullarmi, come se essere visto potesse risvegliare un’identità che sto ancora imparando a portare con me” spiega Mon Rovîa.
Composto da 16 tracce, ‘Bloodline’ è sia un’intima autobiografia che una testimonianza collettiva. Attraverso le sue canzoni, Mon affronta le eredità della guerra, della perdita e della migrazione, illuminando al contempo la resilienza, l’amore e la ricerca di appartenenza. Il disco porta avanti le sue radici liberiane ed il sogno americano, intrecciando la narrazione personale con la critica sociale.
Il nuovo lavoro posiziona Mon Rovîa come una delle voci più originali della musica folk ed indie contemporanea, confermando il talento che è stato notato con ‘Atonement’, 4 ep che hanno esplorato i temi della redenzione, della trasformazione, del senso di colpa, della dissonanza cognitiva e del potere curativo dell’amore. Pubblicati a partire da luglio 2023, ogni capitolo di questa saga ha condotto l’ascoltatore attraverso lotte personali, vittorie e momenti di riflessione di un’artista che è stato in grado di creare un viaggio potente e coinvolgente.
Sia come memoria intima che come testimonianza collettiva, ‘Bloodline’ esplora le eredità della guerra, della perdita e della migrazione, portando avanti storie di amore e di appartenenza. La pubblicazione segna un momento fondamentale nella carriera di Mon Rovîa, che entra nella storia come primo artista musicale ospite al Mel Robbins Podcast, unendosi al rinomato speaker ed autore per una conversazione su arte, attivismo e resilienza.
Nato in Liberia, Mon Rovîa fu adottato da missionari cristiani e portato via dalla sua terra natale nel mezzo di una guerra civile estremamente violenta e scoraggiante. Da quel momento, Mon ha vissuto negli Stati Uniti in una famiglia profondamente religiosa, dove non è stato esposto alla cultura moderna o alle infinite profondità della musica, né nuova né antica. Ciononostante, ha coltivato molti interrogativi esistenziali sulla sua vita in divenire, con un quesito principale: chi sono io?
Essere un immigrato in America, essere un uomo di colore cresciuto in una famiglia bianca, essere adottato senza alcun ricordo dei suoi genitori biologici. Ed essere pieno di sensi di colpa per aver lasciato la Liberia ed essersi salvato. Tutti questi quesiti hanno nutrito la natura intricata di Mon Rovîa, tra profondi strati di conflitto interiore.
Eppure, è stata la scrittura nei suoi diari ad avviare il lungo processo di guarigione e di comprensione. Quelle parole, quei pensieri e quelle emozioni hanno preso forma in canzoni, mentre Mon imparava a suonare la chitarra, l’ukulele ed altri strumenti. Il risultato è questo timbro unico, vibrante, un incrocio di stili indie-folk, americana e shoegaze pop, una talentuosa voce emergente nella scena folk afro-appalachiana.
Nel 2024 Mon Rovîa è stato nominato tra gli artisti Juniper da tenere d’occhio da Spotify. Mentre registra un concerto sold-out dopo l’altro, Mon si è esibito su iconici palchi, tra cui il Bonnaroo, Austin City Limits, Newport Folk Festival e, recentemente, ha debuttato la Grand Ole Opry. Dopo un lungo tour europeo tutto esaurito a maggio 2025, Mon Rovîa è pronto per una lunga tournée americana, mentre continua a ridefinire il sound ed il significato del folk moderno.





