Originario di Húsavík, città a nord dell’Islanda dove è recentemente tornato dopo aver trascorso diversi anni a Reykjavík e all’estero, Axel Flóvent è un artista alt-pop la cui musica fonde atmosfere nordiche, ambient ed accenni di elettronica. Spesso paragonato a un delicato punto di incontro tra Bon Iver, Adrianne Lenker e Bombay Bicycle Club, Axel ha un sound che è inconfondibilmente suo e il suo lavoro è incentrato sull’introspezione, sulla chiarezza emotiva e sull’autoanalisi.

La sua scrittura inizia spesso con una chitarra o con un pianoforte e testi improvvisati, “senza senso finché non acquisiscono senso”, alla ricerca della verità racchiusa in ogni frase. Con 5 ep alle spalle e 2 album, a partire dal suo esordio nel 2015 Axel ha affinato un sound caldo, vulnerabile e profondamente tranquillo. Il suo singolo di debutto, ‘Forest Fires’, ha collezionato oltre 90 milioni di streaming da ogni parte del mondo. Con numerosi tour in Europa e Nord America, sia come headliner che come spalla di artisti quali Ásgeir, Mumford & Sons, The Paper Kites e Radical Face, la musica di Axel ha raggiunto un numero sempre crescente di ascoltatori. Negli anni ha collaborato con acclamati produttori tra cui Ian Grimbel e MyRiot.

Il suo nuovo ep, ‘Fleeing The Shore’, in arrivo il 24 aprile segna il suo primo lavoro interamente autoprodotto, con il contributo di Philip Weinrobe al mixer. Con questi sei inediti, Axel si rivolge ancora di più verso l’interno, registrando da solo nella sua casa di Húsavík, con un senso di semplicità e di pace interiore. L’ep ripercorre le silenziose correnti del cambiamento, dell’autoisolamento, della solitudine, catturando la sensazione di tornare in un luogo conosciuto ma che appare con nuovi occhi, lasciando che questo lo modelli. Sviluppando le canzoni nella stessa stanza in cui sono state scritte. Axel si avvicina a una forma di intimità più genuina, più vicina all’essenza e più radicata nella propria quiete, un lavoro che invita l’ascoltatore a rallentare, a guardare dentro di sé e a trovare chiarezza nell’incertezza.

“Non ho usato i migliori microfoni del mondo, né ho avuto a disposizione il miglior suono ambientale, solo gli strumenti che avevo in casa. Se dovessi scegliere tre parole per descrivere questo ep, sarebbero cambiamento, isolamento e solitudine. Queste canzoni esplorano diverse forme di cambiamento, del luogo, della mente e, in generale, un desiderio di trasformazione” racconta Axel. “Mi sono isolato mentre scrivevo e registravo i brani. Tendo a farlo sempre, ma di solito poi ho il privilegio di lavorare con produttori straordinari che portano le mie idee a un livello superiore. Con ‘Fleeing The Shore’ ho voluto mantenere le canzoni nella stessa stanza in cui sono state scritte, per rendere tutto un po’ più vicino al nucleo”, aggiunge.