In uscita il 21 giugno per WWNBB Collective, “Velvet Flickering Heart” è il primo singolo estratto
dall’attesissimo album solista di FRANCESCA BONO, un nome che non ha bisogno di presentazioni.
Eclettica e carismatica performer, musicista e cantautrice, nonché personaggio di spicco della scena
underground dai tempi delle band Ofeliadorme e Letherdive, negli ultimi anni ha esplorato
molteplici percorsi creativi, tra cui il fortunato duo Bono / Burattini che ha debuttato nel 2023 per
Maple Death Records.
Il suo progetto solista nasce da lontano, a ridosso degli anni della pandemia e di importanti passaggi
esistenziali nella vita dell’artista, che si sono tradotti nella priorità di esprimere se stessa a 360 gradi in
un lavoro profondamente personale, nato e cresciuto con estrema minuzia e cura, senza fretta. Tutto
ha inizio quando, nel 2020, decide di sottoporre i suoi nuovi brani a Mick Harvey, leggendario
polistrumentista e produttore, esponente di storiche band come The Birthday Party, Nick Cave and
the Bad Seeds e Crime and the City Solution, che conosceva e apprezzava già il lavoro di Francesca,
tanto che nel suo nuovo disco uscito per Mute Records ha realizzato una cover del brano Alone With
The Stars tratto proprio dall’ultimo album degli Ofeliadorme. Ascoltando quei demo inusuali, da lui
stesso definiti «idiosyncratic», ne resta talmente folgorato da offrirsi di co-produrre tutto il disco. Il
singolo Velvet Flickering Heart nasce dunque in questo contesto di incredibili sinergie.
Nei quattro minuti che compongono la canzone, l’eterea voce di Francesca si esprime su un
crescendo strumentale pregno di drammaticità, complice lo splendido violino di Silvia Tarozzi, cui si
aggiungono gradualmente campionamenti e loop sintetici in un’atmosfera al limite del sogno, una
tela bianca in attesa di essere “sporcata” dall’insinuarsi di un elemento imprevisto ed inconsueto, che
rende l’intero quadro seducentemente perturbante. Anche il suono può essere ricondotto ad
un’estetica volutamente “raw”, artigianale, poiché ogni strumento è registrato dal vivo in vista di un
risultato ricco di immediatezza. Questa costante tensione sonora tiene l’ascoltatore sul filo in quanto
non si scioglie mai in un accomodante refrain, ma viene liberata e pacificata solo alla fine del brano.
«Do what you wish, in time. Do what you wish, it’s time. Velvet Heart» echeggia come
un’invocazione, una preghiera catartica, un’accorata implorazione. Il tempo è il presente da cogliere,
vivere e realizzare qui ed ora. Il passato è un frutto proibito, ormai irraggiungibile. Una piccola gemma
da cui germoglia una nuova fase della carriera artistica di Francesca Bono, uno dei suoi possibili
“esordi” da solista, più che mai necessario e carico d’urgenza.