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Prodotto dall’etichetta pugliese Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store online da Believe Digital, martedì 11 maggio esce “Music from the castle of crossed destinies” di Claudio Angeleri. Negli otto brani originali, liberamente ispirati al breve romanzo fantastico “Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino, e nella rilettura di “Round a bout midnight” di Thelonious Monk e Cootie Williams, il pianista e compositore lombardo è affiancato da Giulio VisibelliPaola MilzaniVirginia SuteraMichele GentiliniMarco EspositoLuca Bongiovanni e, nel brano “Two or three stories”, Gabriele Comeglio.
Dopo la precedente esperienza con lo spettacolo ispirato a “Le città invisibili”, uno dei libri cult della letteratura del XX secolo, Claudio Angeleri torna a confrontarsi con Italo Calvino e in particolare con il suo periodo della scrittura combinatoria. «Ne “Il castello dei destini in crociati”, prima opera di Calvino scritta completamente con questa tecnica, i racconti dei diversi personaggi che si incontrano casualmente in un castello dopo varie peripezie, sono determinati dalla combinazione delle carte dei tarocchi miniati quattrocenteschi», spiega il musicista nel corposo booklet del cd. «Nella nota conclusiva del romanzo lo scrittore rivela la natura aperta e in divenire del libro che rimane, per certi versi, sospeso e incompiuto. Il testo doveva contenere infatti una terza parte contemporanea basata sulla medesima macchina narrativa. L’idea è stata quindi quella di raccogliere la sfida per elaborare nuove storie attraverso il linguaggio dei suoni e realizzare quella parte terza incompiuta, attraverso il racconto musicale. I personaggi e i luoghi raccontati da Calvino qui si trasformano attraverso la combinazione dei 12 suoni sia nella parte composta a tavolino sia in quella improvvisata dai sette musicisti coinvolti – otto con l’aggiunta di Gabri ele Comeglio in un brano», prosegue. «Oltre ai sedici racconti che compongono il Castello, otto per ogni parte, ne ho composti ancora otto secondo un criterio assolutamente soggettivo lasciando spazio agli stimoli creativi del libro, come dice Calvino: “Mi sono applicato soprattutto a guardare i tarocchi con attenzione, con l’occhio di chi non sa cosa siano, e a trarne suggestioni e associazioni, a interpretarli secondo un’iconologia immaginaria”. Ho quindi composto un contrappunto affidandolo ai diversi strumenti che rappresentano, per il loro carattere sonoro specifici personaggi: il violino, il flauto, la chitarra elettrica, la voce, il piano, il basso, le percussioni».
Classe 1956, Claudio Angeleri inizia a studiare pianoforte con Aldo Sala perfezionandosi successivamente in Italia e negli Stati Uniti con Mark Levine, Cedar Walton, Jaky Byard, diploma ndosi in Pianoforte Jazz alla University of West London e ottenendo la certificazione Grade 8 Keyboards al Trinity College London. Parallelamente si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Si esibisce dal 1974 partecipando, nel corso degli anni, ai più importanti jazz festival e rassegne internazionali: Umbria Jazz, Berlino, Lussemburgo, Milano, Roma, Ravenna, Iseo, La Spezia, Cagliari, Sanremo, Vicenza, Ascona, Palermo, Mantova, Lugano, Reggio Emilia, Padova, Bergamo, Clusone, Bologna, Malta, Torino. In quasi 50 anni di carriera ha suonato e inciso, tra gli altri, con Gabriele Comeglio, Charlie Mariano, George Robert, Steve Lacy, Jerry Bergonzi, Bobby Watson, Franco Ambrosetti, Bob Mintzer, Bob Malach, George Garzone, Herb Pomeroy, Mike Richmond, John Riley, Kenny Wheeler, Marco Esposito, Gianluigi Trovesi, Gianpiero Prina, Tony Arco, Giulio Visibelli, Emilio Soana, Sarah Jane Morris, Franco Cerri, Massimo Urbani, Gianni Basso, Tony Scott, Heiri Kaenzig, Dave Schnitter, M artin Dietrich Wehner, Jesse Davis e Red Holloway. Ha sperimentato il dialogo tra diverse discipline – musica, teatro, danza, multimedialità – realizzando diversi progetti. Dal 1987 dirige il CDpM – Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo e ha un’intensa attività didattica.

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