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Scritto durante la pandemia, il titolo rimanda al Medioevo, in maniera specifica ai giardini cinti da alte mura, considerati, nei testi letterari dell’epoca e non solo, dei veri e propri paradisi terrestri.

La scintilla che dà vita al duo si accende nel 2017, anno in cui un pianista e un cantante incrociano le proprie strade: da lì a poco si chiameranno Metaphysics For Pedestrians.

La passione del pianista per l’armonia della musica classica, unita alla volontà del cantante di conferire al rock la pregnanza espressiva di una pagina decadente e una ricercatezza strutturale, crea un connubio originale e inaspettato.

Il progetto di rock in lingua inglese dei Metaphysics For Pedestrians attinge a diversi generi e stili: una vera e propria miscela naturale, uno sgargiante gioco di contrasti. Ciò che il gruppo tiene a cuore è la ricerca di una propria identità stilistica, un universo musicale a sé che contemporaneamente fa propri gli spunti più disparati ed eterogenei. La fusione organica e fluida di stili risponde all’idea generatrice di ogni singolo brano.

La musica è nel pensiero della band un veicolo delle aspirazioni umane, deve tornare a comunicare, trascendendo l’ambito del mero intrattenimento. In essa confluiscono idee, pensieri, stati d’animo, emozioni, insomma tutto ciò che ci plasma e ci dona l’urgenza di esprimerci.

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