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Cosa accomuna musica e medicina? Si potrebbe rispondere l’ascolto, elemento chiave non solo della percezione della musica ma, più in generale, del mondo intorno a noi.
Forse non è un caso che nel Medioevo gli studi del filosofo, astrologo e medico padovano Pietro d’Abano abbiano dato un contributo importante alla conoscenza dell’anatomia umana attraverso la scientia pulsualis, che permetteva al medico di riconoscere le proporzioni nascoste nel battito del polso, o che Vincenzo Galilei, padre del famoso astronomo e fisico Galileo Galilei, fosse compositore, teorico musicale e liutista.
Da un intreccio tra musica, medicina, matematica e astronomia sono fiorite anche le filosofie pitagoriche e platoniche, all’origine di molte conoscenze attuali. Alla base di questi rapporti c’è il ritmo, una successione di impulsi e movimenti nel tempo che permea il nostro organismo fino alle cellule: i geni contengono il meccanismo molecolare che determina i ritmi biologici. Nell’ambito delle scienze della vita la musica condivide alcuni elementi fondanti comuni: è noto infatti che i cicli diurni, stagionali, lunari e solari e le oscillazioni del campo elettromagnetico del nostro pianeta costituiscono la sinfonia dei ritmi per cui esiste la vita sulla Terra.
La società umana è strutturata attorno ai ritmi circadiani profondamente radicati nel nostro corpo e che governano il sonno; le nostre vite contengono un’apparente infinità di ritmi: i correlati fisiologici dei ritmi del respiro, del battito cardiaco e del cervello hanno dimostrato di essere intimamente correlati a emozioni, pensieri e stato psico-spirituale.
Il ritmo è la caratteristica fondamentale della musica ed essa stessa è scienza con forti analogie con le scienze della vita. In quest’ottica, la musica ha iniziato a integrare il processo di cura, entrando in dialogo con il paziente e supportandolo nel suo percorso verso un migliore stato di salute; unendo ritmo e melodia, infatti, porge la sua mano al malato arrivando in uno spazio di vissuti e sentimenti e in questo modo permette di procedere insieme all’interno dell’ambito terapeutico.
Da mercoledì 23 a venerdì 25 novembre, nella Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, si terrà l’evento dal titolo “La musica incontra la medicina. Ritmo, suoni e salute” per sottolineare l’importanza dell’apporto musicoterapico, non ancora stabilmente adottato nella pratica clinica delle realtà italiane, approfondendo il ruolo della musica, in particolare del ritmo, e alcuni degli effetti che essa induce su un piano organico e psichico in vari ambiti patologici.
Partendo da una panoramica sul ritmo a livello multidisciplinare, il congresso andrà via via approfondendo le declinazioni che questo assume nei diversi sistemi e apparati per arrivare nella terza giornata all’esplicitazione del lavoro musicoterapico anche attraverso momenti pratici collettivi.
Venerdì 25 novembre alle ore 21.00, a conclusione delle tre giornate, si terrà un concerto di beneficenza al Teatro Verdi da parte dell’Orchestra dei medici Asclepio con un programma tutto beethoveniano; il ricavato del concerto sarà interamente devoluto a Medici con l’Africa – CUAMM.
L’evento è stato ideato da Roberto Vettor, direttore del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, e da Alois Saller, medico del Dipartimento di Medicina di Padova e Direttore dell’Orchestra Asclepio.
«Il dipartimento di Medicina dell’Università di Padova – spiega Roberto Vettor – vuole offrire con questa iniziativa un momento di riflessione sulla trasversalità dei saperi dove la musica trova collocazione accanto alle scienze esatte come già nella cultura greco-latina con l’astronomia e l’aritmetica, o accanto alla scienza della quantità come nel Medioevo con l’aritmetica, la geometria e l’astronomia o ancora, più modernamente, accanto alle discipline fisico-matematiche nello studio della natura».
«Nelle frequenze, nei timbri e nel passaggio dei battiti nel tempo per formare i ritmi, la musica è una metafora appropriata per questo vettore di informazioni sulla vita. È stato dimostrato che la musica influenza diverse funzioni cardiache e neurologiche modulando la risposta allo stress, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, la respirazione, le variazioni elettroencefalografiche, la temperatura corporea; la musica influenza inoltre la funzione immunitaria ed endocrina, migliora la risposta emotiva al dolore, riduce l’ansia, la nausea, l’affaticamento e la depressione. L’idea che si “ascoltino” i suoni non solo attraverso le orecchie ma attraverso tutto il corpo risulta pertanto plausibile» continua Vettor.
Un gruppo di medici-musicisti ha intrapreso un percorso volto alla considerazione della salute in un’ottica olistica, anche sulla base dell’impatto esercitato da visioni umanistiche ormai diffuse della natura e della società, allo scopo di ricercare per il paziente un equilibrio psicofisico tramite interventi di carattere sociale e ambientale.
«L’orchestra di medici Asclepio è nata nell’Azienda Ospedale-Università Padova “attingendo” medici e infermieri di Verona, Bologna, Perugia e Trento – conclude Alois Saller – dando vita a un’esperienza orchestrale con il compito di aumentare la consapevolezza del binomio musica-medicina in ambito medico e non solo. Dei quattro elementi della musica – ritmo, melodia, armonia e timbro – è stato scelto il tema del ritmo, che ripercorre e permea tutti gli ambiti: storici, delle scienze naturalistiche e medici. Dal ritmo nella vita al ritmo per la vita: per sottolineare l’interdisciplinarietà tra musica e medicina nel rapporto col malato e nel contesto di cura secondo una visione empatica e olistica».

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