Dopo le anticipazioni date con i singoli “GIUSEPPE”, “NAPOLI MELANCHOLIA”,“VELENO” E “MASANIELLO”, che hanno segnato il suo esordio con la famiglia di INRI Records/Metatron, Labasco annuncia finalmente il suo primo progetto discografico: “SOTTO GLI OCCHI DI DIO”, fuori ovunque venerdì 3 aprile.

“SOTTO GLI OCCHI DI DIO” si configura come un’architettura sonora complessa, dove il sacro e il profano convivono in una tensione costante. Il titolo suggerisce una prospettiva capovolta: in un contesto dove lo sguardo della provincia e della fede può farsi giudizio, Labasco trasforma l’essere osservati in un atto di presenza e di resistenza emotiva. Il “voyerismo” sociale e divino non è più una minaccia, ma il testimone di una metamorfosi: quella di chi ha smesso di nascondersi per abitare finalmente il proprio corpo e la propria storia.

L’intero lavoro si muove tra le pieghe della quotidianità, tra i silenzi familiari e le voci di quartiere, raccontando la fatica e la bellezza di chi decide di non restare in disparte. È un disco che parla di ciò che viene tolto e di ciò che si decide di riprendersi con sfrontatezza, trasformando la vulnerabilità in un manifesto di libertà e riappropriazione. La narrazione alterna costantemente l’italiano al napoletano, creando un ponte necessario tra l’urgenza di una fuga e la necessità di appartenere a una radice che segna senza mai definire.

Sotto il profilo sonoro, “SOTTO GLI OCCHI DI DIO” consolida la stretta collaborazione artistica con la producer Diora Madama, che ha curato la produzione della maggior parte dei brani definendo l’anima pulsante del disco. Al suo fianco, il progetto si è arricchito dei contributi di Pauliverse e del chitarrista Giorgio Guiducci, dando vita a un “urban mediterraneo” carico di contrasti magnetici. Produzioni elettroniche acide e beat incalzanti si scontrano con la solennità di pianoforti eterei, fiati suonati dal vivo e cori popolari ruvidi, che conferiscono al progetto una dimensione quasi cinematografica. Il risultato è un’opera viscerale che sposta i confini del pop contemporaneo, dove la foga espressiva di matrice urban incontra la tradizione melodica partenopea in una nuova, personalissima liturgia.

Ma non solo musica: Labasco porterà il suo nuovo album live con il suo primo tour sui palchi degli Ostello Bello d’Italia.

“Avevo 15 anni quando, insieme a mio padre, ho costruito il mio piccolo “studio” in garage. Passavo le giornate intere lì dentro provando canzoni non mie, buttando giù idee, registrando cover, sognando che un giorno avrei avuto la possibilità di portare in giro la mia musica. Oggi è quel giorno, mi sembra assurdo, ma sono felicissimo. Non vedo l’ora di cantarvi la mia storia e di incontrare nuove persone lungo questo viaggio.” racconta l’artista.

Labasco è il figlio di una tensione tra sacro e profano. La stessa tensione che scorre tra l’infanzia nella provincia campana e la ricerca di un proprio spazio a Milano. Tra l’ispirazione profondamente radicata nella tradizione della canzone napoletana e l’identità pop internazionale che caratterizza i suoi brani, struggenti e coinvolgenti, queer e partenopei. Per il 2025 INRI Records/Metatron ha scommesso su questa identità fluida e già perfettamente matura. La scelta del nome d’arte non è casuale, deriva dal suo cognome, Basco, ma con una femminilizzazione che, durante la sua adolescenza, veniva usata per etichettarlo come diverso. Con l’adozione di “Labasco”, l’artista ha compiuto un vero e proprio atto di rivalsa, restituendo al nome una nuova dignità, carica di significato. In latino, infatti, “labasco” significa “vacillare”, un richiamo all’incertezza e alla vulnerabilità di chi è in cerca della propria strada, ma anche alla forza di non cedere nonostante le difficoltà.