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Cosce 🙁” Ã¨ il nuovo singolo di Moeh, in uscita venerdì 18 novembre, disponibile in pre-save al link 
Siamo davanti a quel lato di un cubo impenetrabile che rappresenta la Gen Z che inizia a mostrare insicurezze e tenerezza. Moeh incarna pienamente lo spirito Z, “Cosce :(” Ã¨ quello stato d’animo che molti della nuova generazione vivono, è quella necessità non urlata, ma cantata, che pretende lo stesso livello di attenzione.
“Cosce :(” Ã¨ l’incapacità di respirare quando il passato ed il presente ti stritolano, è la sensazione di un falso movimento perenne, di una corsa faticosa in cui ci si accorge di essere fermo sul tapis roulant.

“Cosce :(” Ã¨ la sfrontatezza della Gen Z, pronta a non tergiversare mentre si veste di schiettezza, a volte disarmante. Nessun filtro di Instagram, solo le parole nude e crude.

Moeh decide di tornare con questo brano che ha il sapore del “vorrei, ma non posso”, indice di quanto siano ancora acerbi i sentimenti, ma allo stesso tempo dipinge nettamente una condizione che vivono anche i millenials di oggi, quella in cui si offre poco spazio al compromesso e si pone l’altro davanti ad un bivio, una situazione in cui spesso ci si fa del male e che apre le porte ad un loop infinito.

Moeh, al secolo Simone De Marco, è un giovanissimo cantautore cosentino. 
Inizia da autodidatta, all’età di undici anni imbraccia la chitarra per dare nuovi colori ai suoi pensieri. Nel 2020 realizza il suo primo singolo, Me, per il quale viene anche ideato e realizzato un videoclip.
Dopo aver intrapreso studi di tecnica vocale e teoria musicale, consegue il Diploma di Alto Perfezionamento Artistico Level 4 in Canto Moderno con la West London University/London College of Music.
Nel 2021 pubblica due nuovi brani, A malapena e Non lo so. Sempre nel 2021 apre la data cosentina del Karaoke Tour di Cimini, presso il Mood Social Club di Rende.
“Amo la malinconia perché mi rende felice. Cerco amore ovunque, nei dettagli, nel mare, nei sassi. Il mio mondo così lunatico, che tanto amo e tanto odio, mi porta a scrivere quello che non dico,  per far venire fuori il mio carattere vero ed allo stesso tempo bipolare, che alterna momenti di super ego con lunghi mental breakdown. Unisco parole ad immagini ed atmosfere soffuse. Maledico il buio e la sofferenza, ma è il posto in cui mi sento meglio”

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