Un viaggio sonoro che unisce due mondi apparentemente distanti, connessi da un’intima esperienza personale. Con ‘Mexican Alps’, l’ep in arrivo venerdì 18 luglio, Niklas Paschburg prosegue la sua ricerca artistica contraddistinta da esplorazione e sperimentazione. 

Dopo ‘Panta Rei’, un album scritto e composto durante la pandemia e profondamente radicato nell’introspezione, il compositore e polistrumentista di Amburgo, classe 1994, è tornato a viaggiare per trovare l’ispirazione. 

Mentre ‘Oceanic’, il primo disco del 2018, è un’ode al Mar Baltico, ‘Svalbard’ è stato concepito su un’isola nell’Oceano Artico, tra ghiaccio, oscurità e paesaggi mozzafiato. In ‘Mexican Alps’ l’ambientazione è completamente diversa e combina ispirazioni tratte dalle pittoresche montagne del Messico meridionale con le maestose vette delle Alpi svizzere. Quasi per caso, l’ep è il primo lavoro creato senza il suo strumento d’elezione, il pianoforte. 

“Tutto è iniziato con un invito a suonare ad un festival a Oaxaca. Non essendo mai stato in America Latina, ho pensato a come sfruttare l’opportunità di fermarmi per un po’ e scrivere qualcosa. Ho iniziato a cercare case, ma mi sono subito reso conto che era impossibile trovarne una con il pianoforte, non è uno strumento comune nella cultura messicana. Così ho pensato: perché non provare ad immergermi in un processo di scrittura che non ne preveda uno? Ero entusiasta all’idea” racconta Niklas Paschburg.

Elegantemente rappresentato dall’opera d’arte, un intrigante collage realizzato su misura dall’artista americano Nikhail Siskof, ‘Mexican Alps’ è il risultato di una sfida in cui Paschburg ha sfruttato la sua collezione di sintetizzatori ed effetti per creare un disco ambient-elettronico distinto dall’assenza del pianoforte, sia per necessità che per evoluzione. 

“Non avendo la possibilità di scrivere accordi ed armonie al piano, mi sono lasciato guidare dall’improvvisazione, concentrandomi sul suono. Questo è l’approccio che ho usato per registrare i demo in Messico, che ho poi portato in Svizzera per la parte in studio. Oltre alla mia solita configurazione, ho aggiunto un Moog Matriarch con un delay unico. Tutto questo mi ha aiutato a costruire il suono che avevo in mente, più spazioso, astratto e tridimensionale, decisamente immersivo” continua Niklas.

Mexican Alps’ nasce in tre momenti: “inizialmente abitavo abbastanza vicino alla città di Oaxaca, poi mi sono trasferito in una seconda casa, più isolata, in fondo ad una valle, immersa tra natura e montagne. Lì c’era una piccola fattoria gestita da una famiglia che produceva mezcal ed altri prodotti a base di agave, con una terrazza con vista a 360 gradi sulle cime, un panorama che mi ispirò molto. Ultima destinazione, le montagne svizzere, nella zona di Ried-Brig nel Canton Vallese”.

In alcuni brani Paschburg ha incluso anche delle registrazioni sul campo, raccolte durante il Dìa de los Muertos, una festività messicana molto sentita: “una grande celebrazione, una sfilata colorata di scheletri, teschi, fiori ed altari decorati, così coinvolgente ed inebriante che mi sono sentito in dovere di aggiungere i suoni nella mia musica”. Ed è proprio da questa miscela di influenze che è nato il brano ‘Oaxaca de Juarez’, un singolo caratterizzato da una processione funk ed impreziosito dal lavoro di chitarra di Tal Arditi, un emergente artista jazz e cantautore europeo che vive tra Basilea e Berlino. 

Spinto dalla curiosità, il musicista tedesco aggiunge un altro importante tassello al suo percorso artistico iniziato nel 2016 con l’ep ‘Tuur Mang Welten, a cui hanno fatto seguito tre album ed il nuovo ep in arrivo il 18 luglio, il primo con l’etichetta Nettwerk Music Group, a cui si aggiungono numerosi remix e collaborazioni, oltre a colonne sonore di film quali ‘Presque’ di Bernard Campan e Alexandre Jollien e ‘Ernesto’s Island’ di Ronald Vietz e la produzione del primo disco della violoncellista classica Dobrawa Czocher.

Con un suono avvolgente, ‘Mexican Alps’ mostra un nuovo aspetto creativo di Niklas Paschburg. L’ep è stato mixato da Paschburg e Gijs van Klooster in uno studio appositamente progettato per la musica Atmos. Il mastering è stato curato da Bo Kondren al Calyx Studio di Berlino.