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In libreria dal 18 gennaio, “Nothin’ But a Good Time” è la storia definitiva e senza censure dell’hard rock e dell’hair metal degli anni 80, raccontata dai musicisti e dagli addetti ai lavori che l’hanno vissuta.

Il libro di Tom Beaujour e Richard Bienstock cattura l’energia e gli eccessi di quegli anni grazie alle parole di Ozzy Osbourne, Van Halen, Quiet Riot, Mötley Crüe, Ratt, Twisted Sister, Lita Ford, Poison, Bon Jovi, Guns N’ Roses, Faster Pussycat, Cinderella, Skid Row, Warrant e molti altri; senza dimenticare manager, produttori, tecnici, discografici, promoter, stilisti, costumisti, fotografi, giornalisti, editori, registi, agenti, gestori di club, roadie, groupie e tirapiedi che hanno vissuto quel periodo folle e irripetibile.

Con oltre duecento interviste e un’appassionata prefazione di Corey Taylor è la sconvolgente cronaca di un’epoca in cui l’eccesso e il successo camminavano di pari passo, raccontata dagli uomini e dalle donne che hanno creato un suono e uno stile giunti a definire un’epopea musicale: quella in cui le band e i loro fan non cercavano altro che divertirsi.

Quello dell’hard rock anni 80 è un suono inconfondibile, o meglio, come spiegano gli autori nella prefazione, “un suono esagerato, capace di regalarci indimenticabili ritornelli da cantare a squarciagola, riff che ti pulsano nel petto, spavalderia arrogante, sfarzo in Technicolor, batterie tuonanti e – correndo sulle dita più-veloci-della-luce dei tanti Dei della chitarra sbocciati all’epoca – quella purissima e scattante agilità atletica che ti faceva letteralmente cadere la mascella”. Ma non si tratta soltanto di un suono, perché, sempre stando alle parole di Beaujour e Bienstock, chi conosce questo periodo, sia dal punto di vista musicale sia sotto il profilo storico e sociale, sa che stiamo parlando anche di un “oltraggioso modo di vestirsi”, di “capelli gonfi”, di “chitarre a punta” e di “video sessisti senza vergogna”.

“Nothin’ but a good time” ci dirige verso una totale immersione nel rock n’ roll e racconta l’era in cui i concerti non erano delle semplici esibizioni di artisti ma delle vere e proprie celebrazioni, al termine delle quali bisognava avere l’impressione di aver preso parte a un evento irripetibile. Quando poi non si aveva il privilegio di assistere ai live, c’era la programmazione di MTV, con videoclip fatti di estetica, cura del dettaglio e tentativi di riprodurre sullo schermo l’esperienza dello spettacolo glam metal.

576 pagine di goduria per gli amanti del rock anni 80 ma anche per chi quel periodo lo conosce poco e intende tuffarsi a capofitto in un’epoca che ha fatto la storia, non soltanto quella della musica. Con inserto a colori e decine di scatti che immortalano le più grandi band degli anni 80.

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