In arrivo il 29 maggio, ‘Opvs Novum: A Requiem Reworked’ vede Penelope Trappes invitare una cerchia accuratamente selezionata di anime affini a smantellare e rianimare l’intensità funerea del suo quinto album, ‘A Requiem’, pubblicato lo scorso aprile. Concepito come qualcosa di più di un semplice album di remix, il progetto rielabora l’opera originale attraverso dieci voci distinte.

Ad anticipare ‘Opvs Novum: A Requiem Reworked’ la rielaborazione di ‘Thou Art Mortal’ a cura di Julia Holter, che trasforma il brano in una lenta processione cerimoniale, attingendo al suo istinto per il fraseggio. Il brano si apre su toni profondi e risonanti, dove lo spazio ed il sustain guidano l’arrangiamento. Il risultato si dispiega come se fosse eseguito in una vasta chiesa echeggiante, dove ogni nota indugia e la voce di Trappes aleggia nell’aria come un’invocazione lontana.

Julia Holter afferma: “Thou Art Mortal mi ha colpito immediatamente, attratta dal suono profondo dell’organo e dalla voce mistica e celestial di Penelope. Mi ha commosso al primo ascolto. All’epoca, negli Stati Uniti, stavano accadendo molte cose politicamente intense ed opprimenti, quindi immergermi in questa canzone, rielaborandola in una dimensione ultraterrena, è diventata una sorta di catarsi”.

Laddove l’album originale è austero, ritualistico ed introspettivo, queste reintepretazioni ne espandono l’architettura emotiva. Oltre a Julia Holter, nel rework compaiono anche Klara Lewis, Flora Yin-Wong, PRIZMA9, Midwife, Gazelle Twin, Stephen Mallinder, Saint Etienne, Smote, Dania e Sarahsson.

“Ci vuole un’energia collettiva per dare vita a qualsiasi cosa ed alcuni dei miei artisti preferiti si sono uniti per reinventare ‘A Requiem’. Volevo che Opvs Novum suonasse come un album originale, con un’aura tutta sua. I dieci artisti che qui esplorano questi temi di morte e lutto sono persone che mi hanno ispirato e sostenuto e sono infinitamente onorata delle loro creazioni trascendentali” afferma Penelope Trappes.

Nonostante una formazione vocale in opera e jazz sin dalla giovane età, Penelope ha iniziato a scrivere musica solo dopo la nascita di sua figlia, affermando che avvicinarsi alla musica in età più avanzata le ha aperto gli occhi. “La creatività non scompare con l’età, fiorisce, cambia e cresce come tutta la vita. Mi stupisce che la società faccia ancora fatica a comprenderlo” sostiene Trappes.

Con cinque album ampiamente accolti dalla critica, nelle sue esibizioni dal vivo la musica di Penelope si espande in ondate di tensione e momenti di profondità. Ha condiviso il palco con artisti come William Basinski, Mary Lattimore, Midwife e HTRK e negli ultimi anni si è esibita in lunghe tournée nel Regno Unito, in Australia e in Europa.