Un ciclo di musica elettroacustica sperimentale sull’identità tra corpo, tecnologia e memoria disponibile dal 23 gennaio per Avantsound, la nuova side label tra avanguardia e sperimentazioni dell’etichetta siciliana Isulafactory.

u/nu è un progetto di sperimentazione musicale elettroacustica ispirato al film “Umano non umano” di Mario Schifano, opera cardine del cinema sperimentale italiano che riflette sull’identità attraverso frammenti, discontinuità e sguardi molteplici. Da questa matrice concettuale nasce un ciclo di sette composizioni che indagano l’identità nelle sue declinazioni personale, collettiva, tecnologica, poetica e geografica.

Il progetto approfondisce in particolare il contrasto tra identità virtuale e identità autentica, intesa come dimensione intima, profonda e in continuo divenire. “u/nu” si sviluppa come un paesaggio sonoro stratificato, non lineare, in cui le identità si sovrappongono, si fratturano e convivono.

Radicato in un’estetica glitch contemporanea, il lavoro è realizzato esclusivamente con fonti sonore originali: patch in Max/MSP, pratiche di no-input mixing, sensori Arduino per la rilevazione di dati biometrici, intelligenza artificiale tramite modelli vocali RAVE e field recordings legati a luoghi e contesti specifici.

Non vengono utilizzati sintetizzatori tradizionali né VST: ogni suono è generato e trasformato autonomamente, come materia sonora filtrata dalla memoria, dal corpo e dallo spazio.

I sensori biometrici sono stati utilizzati anche su altre persone per sottolineare l’identità come processo fluido, relazionale e collettivo, che attraversa corpi, età e soggettività differenti.

Il ciclo u/nu è concepito dall’artista siciliano come un ecosistema sonoro modulare: le sette composizioni possono essere ascoltate in sequenza o simultaneamente, generando configurazioni sempre diverse. Questa struttura aperta riflette una visione stratificata dell’identità, in cui temporalità e prospettive multiple coesistono. Ogni brano è un modulo autonomo che contribuisce a una narrazione sonora complessiva.

u/nu e si colloca al confine tra musica sperimentale, sound art e ricerca tecnologica, proponendo un’esperienza di ascolto che mette in discussione i confini tra umano e non umano, tra dato biologico e costruzione artificiale, tra presenza e rappresentazione.

Rosario Di Rosa è un musicista e compositore siciliano il cui lavoro è definito da una costante ricerca di dialogo tra diversi mondi musicali: jazz, composizione contemporanea ed elettronica sperimentale. La sua visione musicale considera il suono come una materia viva, composta da strati, frammenti e relazioni percettive tra l’acustico e l’elettronico. Ha studiato arti visive con il pittore Alfredo Campo, pianoforte jazz con Salvatore Bonafede, pianoforte classico con Leonardo Leonardi e Manuela Dalla Fontana, composizione con Riccardo Dapelo. Si è laureato in Architettura all’Università di Palermo nel 2002 e ha successivamente conseguito il Diploma Accademico di Primo e Secondo Livello in Pianoforte Jazz con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza, studiando con Umberto Petrin. All’inizio della sua carriera è stato selezionato tra i 50 giovani pianisti più promettenti al mondo per partecipare al Martial Solal International Jazz Piano Competition di Parigi. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Jazzit Award, ed è stato più volte nominato nelle sezioni “Best New Talent” e “Musician of the Year” nel referendum Top Jazz indetto dalla prestigiosa rivista Musica Jazz. Nel 2015 il suo trio si è classificato al secondo posto tra i migliori ensemble dell’anno, sempre nel Top Jazz di Musica Jazz. Accanto all’attività pianistica, Di Rosa ha sviluppato un approccio profondamente personale alla musica elettronica. Ciò che è iniziato come sperimentazione autodidatta è diventato centrale nella sua pratica creativa. Attualmente sta frequentando il Biennio di Musica Elettronica presso il Conservatorio di Cagliari, sotto la guida di Daniele Ledda, Paolo Pastorino e Sandro Mungianu, concentrandosi sul rapporto tra corpo, suono e spazio. Negli ultimi anni ha pubblicato diversi album accolti positivamente dalla critica, tra cui Zehra e Studio disarmonico di un attimo, entrambi selezionati tra i migliori dischi dell’anno dal blog Percorsi Musicali. Nel 2022 ha pubblicato un doppio album per l’etichetta newyorkese Chant Records, ispirato all’universo grafico visionario di Professor Bad Trip, figura chiave del fumetto underground italiano.  Nel 2024 fonda il trio Rosario Di Rosa User43 con gli improvvisatori Stefano Maltese e Carlo Cattano. Il loro album Amplified Speaking Space, pubblicato dall’etichetta francese Sonic Dialogue, è stato concepito all’interno del MACBA – Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona e incorpora registrazioni sul campo provenienti dalle installazioni del museo. L’opera è stata selezionata per la Biennale Wrong 2024, evento internazionale dedicato alla cultura visiva contemporanea. Sempre nel 2024, Di Rosa pubblica I want to hear and see everything per l’acclamata etichetta europea Shimmering Moods Records, approfondendo ulteriormente il suo percorso nell’arte sonora ambient e sperimentale. Nel 2025, le sue composizioni sono state presentate in diversi festival internazionali, tra cui Ars Electronica a Linz, una delle piattaforme leader mondiali per l’arte elettronica e l’innovazione sonora, e il festival di composizione audiovisiva Syncresis in Spagna.